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TEATRO VALDOCA
MARIANGELA GUALTIERI
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PRODUZIONI

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NOSTALGIA DELLE COSE IMPOSSIBILI


© Franco Rota

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rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri
con la guida di Cesare Ronconi

cura e ufficio stampa Lorella Barlaam
produzione Teatro Valdoca
con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena

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“Tutte le parole alludono ad una parola perduta e la si sente pulsare 
anche nel fondo della respirazione stessa”
María Zambrano

Portare la poesia in teatro significa per me cavalcare la vertigine acustica del verso, far scoprire l’immediata efficacia di quella sottile, potente energia che chiamiamo appunto ‘poesia’, farne sentire la ritmica e la melodia, mettere in risonanza i corpi con la parola poetica. Quando la poesia si fa suono allora non solo la mente, ma tutto il corpo accoglie il vibrare delle onde acustiche e l’intensità del sentire diventa la stessa che proviamo con la musica. Il corpo è il grande esperto di gioia. Sarà bello, spero, sentire che la poesia dà gioia, subito, che porta nutrimento alle nostre interiorità un po’ rinsecchite, denutrite da questo tempo che ci vuole frettolosi, sempre fuori di noi, affaccendati nei suoi inesauribili dettami. Nostalgia delle cose impossibili tiene insieme parole e silenzio, timbri esortativi e riflessivi, invocazione e imprecazione, bestemmia e preghiera.