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Di e con: Mariangela Gualtieri.
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Portar bene
“Ci sono mondi e persone che forse mai avranno la possibilità di scoprire che la poesia è cosa amabile e necessaria. In molti resta il tedio della memoria scolastica, in altri la convinzione che essa riguardi la cultura, o altri mondi lontani. Mi piacerebbe far nascere in loro, fra i tanti fittizi bisogni, il bisogno insopprimibile di parole salutari. Il bisogno di dare voce a ciò che dentro di noi sta avvilito, zittito dall’orda barbarica della mercificazione e del consumo.
Ci sono persone che mai verrebbero in un teatro, e neppure in una piazza per ascoltare i versi di un poeta. E allora è nata in me la voglia di un atto militante, un atto millimetrico, lontano dalla ridondanza delle scene: andare per le case, servire la parola a domicilio, lì dove ogni giorno entra la parola lugubre dell’informazione, quella sciatta degli imbonitori televisivi, quella dittatoriale e menzognera della pubblicità, quella ormai vuota della politica. Andare, come i sacerdoti prima di Pasqua, a bene-dire, a fare pulizia di tutto l’incrosto duro che ci allontana da noi stessi, dal nostro fuoco vivo.
Sono convinta della funzione di ‘antidoto’ della poesia, della sua forza di farmaco che scaccia i malanni. Essa è ‘virtù contraria’ alla solfa del malaugurio che ogni giorno ci sbatte in faccia l’orrore di questa nostra specie, la sua efferatezza, follia, violenza. E’ virtù che si contrappone a tutta la massa di energia scura che si accumula in noi, da qualche parte, e che ci indurisce, inaridisce, con i suoi scenari guerreggiati, con la sua cronaca di sangue.
Dobbiamo, da qualche parte, in qualche modo, cominciare a lavorare questa massa di dolore, e farlo insieme, ritualmente, artisticamente, semplicemente. Sostare un momento sull’abisso che portiamo dentro di noi e dare alla nostra pietà le giuste parole.
Che cosa meglio della poesia può fare tutto questo? E che luogo più giusto di una casa, con i suoi abitanti, in una pacifica sera occidentale?”
Mariangela Gualtieri è nata a Cesena, in Romagna. Si è laureata in architettura all’IUAV di Venezia. Nel 1983 ha fondato, insieme al regista Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo.
Fra i testi pubblicati: Antenata (ed. Crocetti, Milano 1992), Sue Dimore (Palazzo dell’Esposizioni di Roma, Roma 1996), Nei Leoni e nei Lupi (I Quaderni del Battello Ebbro, Porretta 1996), Parsifal (Teatro Valdoca, Cesena 2000), Chioma (Teatro Valdoca, Cesena 2000), Fuoco Centrale, (Giulio Einaudi ed. Torino 2003), Donna che non impara (Galleria Emilio Mazzoli, Modena 2003), Senza polvere senza peso (Giulio Einaudi ed. Torino 2006), Sermone ai cuccioli della mia specie, (L’arboreto Editore, Mondaino 2006), Paesaggio con fratello rotto (libro e DVD, Luca Sossella Editore, Roma 2007). In preparazione presso Einaudi la raccolta di poesie inedite e, per la collana teatrale dello stesso editore, Caino, nuovo testo in versi per la scena.
Con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena e Comune di Cesena.
Foto di Rolando Paolo Guerzoni.
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