Cura della visione e regia: Vincenzo Schino.
Con: Marta Bichisao, Riccardo Capozza, Gaetano Liberti, Vincenzo Schino.
Aiuto regia: Marta Bichisao.
Fonica: Luca Fusconi.
Elaborazione digitale del suono: Gennaro Mele.
Effetti plastici: Leonardo Cruciano workshop.
Costume di Arlecchino: Michele Napoletano.
Voce registrata: Gabriella Damascelli.
Assistente alla produzione: Giuseppe Schino.
Prodotto da: Teatro Valdoca - progetto Officina Valdoca.



Opera

 
Opera è un lavoro che si pone il problema della rappresentazione e del senso di stare su un palcoscenico.
Abbiamo lavorato in modo radicale sull’imbarazzo dello sguardo.
Abbiamo lavorato sulla vergogna e sulla commozione.

Opera è un errore, una baracca di burattini montata male che da un momento all’altro potrebbe crollare.
E ne è consapevole.
Come fantasmi, appaiono personaggi recuperati dalla tradizione e dal luogo comune del teatro e dell’arte,
figure universali e inequivocabili. Uno per tutti, il clown.
Il clown, come arlecchino, fa da traghettatore in luoghi dichiaratamente artificiali: la pista del circo,
il boccascena di un teatro, il diaframma di uno sguardo. Attraverso queste porte, toglie gradualmente i punti
d’appoggio della logica.
Il clown, come diceva Fellini, “È un bambino in potenza. Il clown rappresenta nel modo più efficace, commovente e comico una creatura che si trova in un mondo immenso e sconosciuto”.
Il clown contiene nella sua forma le anime di tutti coloro che non possono fare a meno di esporsi, al ridicolo.
Il buffone, il saltimbanco, il fool, in una parola: l’artista.
Perché lo fanno? Cosa li costringe? Questa domanda, a cui non c’ è risposta, ha fatto da perno.
La struttura drammaturgica del lavoro si nutre del concetto del “numero”, della performance che non racconta mai nulla, ma è fine a se stessa.
Inizia e finisce. Poi l’applauso e la paga.
 
Si è cercato di sfruttare proprio il mancato funzionamento dei numeri, abbandonandosi alla violenza dello sguardo.
Un macello in un circo e viceversa.
I problemi che hanno nutrito la ricerca non appartengono solo al teatro, ma alla pittura, alla scultura e tutte le arti che intendono, sapendo di fallire, modificare o reinventare il mondo.
 
Vincenzo Schino
 

Vincenzo Schino (Nota biografica):
Vincenzo Schino nasce a Bari nel 1977.
Dopo aver compiuto studi artistici, consegue la laurea di Belle Arti in Scenografia. Dal 1997 si dedica al teatro con una ricerca sull’immagine come apparizione, non in modo narrativo, ma come esperienza di commozione che attraversa l’attore e lo spettatore. Tra le prime esperienze significative, la collaborazione con: Terrae, Riccardo Caporossi, Masque Teatro. Nel 2001 debutta come regista con mo_nò (Woyzeck?). Nel 2003 frequenta la scuola di formazione e successivamente lavora come attore e aiuto regia con il Teatro Valdoca. Nel 2006 la Valdoca con il progetto officina valdoca, ha prodotto opera, con il quale inizia la sua collaborazione con Marta Bichisao, Riccardo Capozza e Gaetano Liberti.
Nel 2007 è impegnato nel progetto di ricerca operette, brevi studi di preparazione, alla prossima creazione, a Voilà, che debutterà a giugno 2008.

Foto di Martina Lanini e Stefano Sapora.