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Regia, luci e scene di: Cesare Ronconi.
Versi di: Mariangela Gualtieri.
Con: Mariangela Gualtieri e Danio Manfredini e la partecipazione di Giacomo Garaffoni.
Voce registrata: Leonardo Delogu.
Abiti: Sofia Vannini e Patrizia Izzo.
Fonica e ricerca del suono: Luca Fusconi.
Macchinista: Stefano Cortesi.
Organizzazione: Elisa De Carli e Morena Cecchetti.
Consulenza amministrativa: Cronopios.
Prodotto da TEATRO VALDOCA in collaborazione con Teatro A. Bonci di Cesena
Con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna,
Provincia di Forlì-Cesena e Comune di Cesena
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Nel silenzio dei fiori e Notte Trasfigurata
Presentiamo due notturni brevi e intensi: Nel silenzio dei fiori, che vede in scena Mariangela Gualtieri e Notte trasfigurata, con al centro Danio Manfredini.
La serata costituisce un evento che pone il poeta che ha scritto accanto all’interprete, (il più alto interprete, nel caso di Manfredini), in una sequenza in crescendo, in cui l’intensità di ciascuno tocca nello spettatore corde diverse.
Entrambi i notturni suggeriscono un tempo di oscurità generante: qualcosa che vuol venire alla luce è nutrito e protetto, fino al suo trasfigurare dal non essere all’essere.
Con Nel silenzio dei fiori è la stessa Gualtieri a portare in scena versi inediti, concertati per il teatro: “se l’oratore prende la parola, il poeta viene parlato da essa”, suscitando in questo modo la particolare emozione di un ascolto vicino alla rivelazione. Cesare Ronconi ha creato per questa pièce un interno sospeso fra raccoglimento e tracce di quelle potenze arcaiche che la notte porta con sé. Il poeta abita un piccolo spazio al centro di un grande buio, assistito da una giovane silente figura maschile. Gli oggetti che emergono dal buio, benché semplici e ordinari, si caricano di straordinarietà. Intanto i versi cantano il mondo, la bellezza della natura, del cielo, fino appunto al silenzio dei fiori o a quello degli animali. Questo silenzio che è anch’esso natura, viene rotto a tratti da una voce fuori campo e da incursioni di suono che per paradosso lo potenziano, lo lasciano quando cessano più silenzio.
In Notte trasfigurata, Danio Manfredini (il più alto interprete dei versi della Gualtieri) si addentra nell’umano e indaga fra i suoi nodi. L’interno notturno si dilata, fino al largo dei deserti e delle pianure e il corpo dell’attore si fa vibrante e sensuale, tanto da fare accadere nel presente della scena le parole, e dotarle della fragranza di ciò che viene detto per la prima volta. Una figura ammantata incede in un panorama sonoro contemporaneo, entra ed esce da questo rito pagano scagliando parole di smarrimento e di pietà, benedicendo e imprecando. La Notte trasfigurata riverbera della forza arcaica del teatro.
Cesare Ronconi dirige i due interpreti con mano delicata, sobria e precisa.
Foto di Rolando Paolo Guerzoni.
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